Sifrigido De Vincentis | Comune di San Benedetto dei Marsi

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Sifrigido De Vincentis

Nacque a San Benedetto dei Marsi nel 1876. Compi. gli studi liceali a L'Aquila, dove si trasferì definitivamente per avviarsi alla carriera forense, dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza presso l'Università di Roma. Rivelò ben presto non superficiali attitudini alla poesia, che continuò a coltivare con fervido amore pur sotto l'austerità della toga, frequentando assiduamente un piccolo cenacolo letterario, che si era costituito nel capoluogo abruzzese e di cui facevano parte giovani professionisti dotati di sicuro talento, quali Aurelio Ugolini, Mario Chini, Rodolfo Ludovici e Massimo Bontempelli.

Purtroppo, colpito da un male improvviso e inesorabile, mori a poco più di trent'anni, nel marzo del 1909. Della sua attività poetica, che dovette essere cospicua, ci resta una raccolta di " Dieci Sonetti " (Prem. Stab. Tip. B. Vecchioni & Figli, Aquila, 1909).
Gli amici che ne curarono la pubblicazione, vi premisero una noterella introduttiva che dice testualmente: " Nel giorno 8 marzo di quest'anno moriva in S. Benedetto dei Marsi, all'età di anni 33, SIGFRIDO DE VINCENTIIS. In memoria dell'amico indimenticabile, rapito all'amore di tutti nel fiore della giovinezza, degli ardimenti e delle speranze, volemmo che, nel trigesimo della sua morte, fossero pubblicate quelle, tra le sue poesie, che egli, in uno scritto confidato ad uno di noi reputava migliori. Valga ciò a conforto della Famiglia desolata ed a ricordare il poeta gentile a tutti quelli che lo conobbero e ne ammirarono le virtù ".

Seguono i nomi di Ubaldo Bafile, Mario Chini, Guido Ciarletta, Federico Fabrocini, Vincenzo Gentile, Alessandro Gentile, Angelo Lelj, Rodolfo Ludovici, Giovanni De Marchis, Ettore De Vincentiis. Esegui anche, saltuariamente, delle ottime traduzioni dal greco e dal latino. Siamo riusciti a recuperarne soltanto due e siamo ben lieti di pubblicarle per la prima volta: vi si può trovare una " conferma - come ebbe a dire il Merolli - del sicuro dominio da lui raggiunto, in ancor si giovane età, degli strumenti della sua arte, squisita e duttile ".